Pet therapy: una realtà da conoscere

 

 
      Non è necessario avere il pedigree per fare del bene a qualcuno. Tricky è un meticcio di cinque anni e mezzo, forse un incrocio tra cani da caccia, adottato da un canile. Nessuno avrebbe mai immaginato che potesse diventare così bravo; e non lo sarebbe diventato, se nel suo cammino non avesse incontrato Giorgio, un istruttore cinofilo che si è preso cura di lui e lo ha reso un cane speciale. Tricky ha innata una grande passione per il gioco, la pallina in particolare: per ottenerla è disposto non solo ad ubbidire, ma a compiere piccoli miracoli. 
      Ogni sabato mattina Tricky e Giorgio vanno a trovare gli anziani della casa protetta comunale "Guicciardini" di Modena, dove si sta portando avanti un progetto di pet therapy, denominato "Fido". Tricky è uno dei primi cani in Italia a poter entrare in una struttura ospedaliera e non è stato facile neanche per lui. 
      Nella opinione comune, condivisa anche da molti medici, un animale può essere portatore di malattie, o comunque non è igienicamente adatto a frequentare certi ambienti. Purtroppo non tutti sanno che non solo un animale, quando è ben tenuto, è controllato periodicamente da un veterinario e vaccinato contro ogni tipo di malattia, ma che è sufficiente un colpo di aspirapolvere per portarsi via anche il pelo che eventualmente dovesse cadere. 
I risultati ottenuti, nel loro piccolo, da Giorgio e Tricky possono invece far comprendere l'importanza che un animale può rivestire anche in situazioni clinicamente difficili. 
      Rientrano nel progetto Fido della Guicciardini una decina di anziani, ognuno con una patologia diversa: Vittoria è una signora non molto anziana, ma cieca da lungo tempo; Argentina è invece piuttosto avanti negli anni, ma soprattutto è malata di Altzeimher; Remo si rifiuta di camminare, perché sostiene che le gambe non lo sorreggono più; Bluette ha una grave depressione. E come loro tutti gli altri. 
      La medicina tradizionale ha potuto poco di fronte a queste patologie, Tricky ha compiuto piccoli miracoli. Da quando partecipano alla terapia assistita, tutti questi anziani hanno raggiunto risultati insperati. 
      Argentina, per esempio, il sabato mattina, appena viene accompagnata nella saletta dove Tricky e Giorgio la aspettano, smette di tremare, rimane ferma sulla sedia e chiama a gran voce il cane per poterlo accarezzare. Remo si è alzato, ha camminato da solo, spesso lo si incontra in giro per la struttura con Tricky al guinzaglio. Bluette per tutta la giornata non parla dell'inutilità della sua vita, e una volta è arrivata a confidare: "Tricky è la felicità più grande che io abbia mai provato in vita mia; se venisse tutti i giorni, io sarei la persona più contenta del mondo". E infine Vittoria, quale gioia ha provato quel giorno, d'estate, quando Giorgio le ha fatto provare l'agility: quando ha sentito che il cane infilava il tubo dopo il suo comando, si è sciolta in lacrime e ha sussurrato un "grazie". 
      Tricky fa bene a queste persone, ha risolto e sta risolvendo problemi che la medicina tradizionale non è in grado di affrontare. E di cani come Tricky ce ne sono tanti, pronti ad aiutare anziani o persone in difficoltà. Basti pensare alla gioia che un cucciolo genera in un bambino e a quanto sarebbero più allegri i reparti di pediatria se ci fosse un cagnolino con cui poter giocare. 
      L'esperienza della Guicciardini andrebbe conosciuta, studiata, esportata: i sorrisi degli anziani valgono più di ogni medicina.

Modena, 12 marzo 2001

Silvia D'Onghia Rogadeo
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