A scuola con una malamute

 

Dai comuni mortali, il Malamute, in quanto nordico, viene visto come un cane dal carattere sui generis, un cane che si fa i fatti suoi, forse anche pericoloso, un lupo, insomma!, travestito da agnello.   Cheyenne del Lago degli Orsi, femmina di ormai otto anni, ha contribuito a smentire ancora una volta tutto ciò.

Da febbraio a maggio 1998 è stata la protagonista di sedute di Pet-Therapy che si sono svolte presso la Scuola Elementare "Lambruschini" di Padova, in cui lavoro come insegnante di sostegno per bambini in situazione di handicap. 

Fruitori di queste sedute, sono stati quattro bambini di classi differenti, affetti da diverse patologie: dal ritardo mentale all’impaccio motorio. L'esperienza è stata possibile grazie a diversi fattori: la disponibilità dei genitori, dei colleghi e della Direttrice della scuola; il fatto che Cheyenne sia il cane di mia sorella, e quindi la conosco e mi conosce fin da cucciola; il mio lavoro di insegnante di sostegno per bambini con handicap unito alla mia passione ed esperienza come addestratrice di cani; la pazienza, la sensibilità e la passione per i bambini che contraddistinguono Cheyenne.


Inizialmente, il Dott. Aldo Giovannella, che si 
occupa anche di Pet-Therapy, ha tenuto una lezione introduttiva a tutti i bambini delle classi in cui insegno parlando dei cane in generale utilizzando prima delle diapositive e poi facendo vedere e toccare Cheyenne.

Fruitori di queste sedute, sono stati quattro bambini di classi differenti, affetti da diverse patologie: dal ritardo mentale all’impaccio motorio. 
L'esperienza è stata possibile grazie a diversi fattori: la disponibilità dei genitori, dei colleghi e della Direttrice della scuola; il fatto che Cheyenne sia il cane di mia sorella, e quindi la conosco e mi 
conosce fin da cucciola; il mio lavoro di insegnante 
di sostegno per bambini con handicap unito alla mia passione ed esperienza come addestratrice di cani; 
la pazienza, la sensibilità e la passione per i bambini        che contraddistinguono Cheyenne.

Inizialmente, il Dott. Aldo Giovannella, che si 
occupa anche di Pet-Therapy, ha tenuto una 
lezione introduttiva a tutti i bambini delle classi in 
cui insegno parlando dei cane in generale 
utilizzando prima delle diapositive e poi facendo           vedere e toccare Cheyenne.

Fruitori di queste sedute, sono stati quattro bambini di classi differenti, affetti da diverse patologie: dal ritardo mentale all’impaccio motorio. L'esperienza è stata possibile grazie a diversi fattori: la disponibilità dei genitori, dei colleghi e della Direttrice della scuola; il fatto che Cheyenne sia il cane di mia sorella, e quindi la conosco e mi conosce fin da cucciola; il mio lavoro di insegnante di sostegno per bambini con handicap unito alla mia passione ed esperienza come addestratrice di cani; la pazienza, la sensibilità e la passione per i bambini che contraddistinguono Cheyenne.Inizialmente, il Dott. Aldo Giovannella, che si occupa anche di Pet-Therapy, ha tenuto una lezione introduttiva a tutti i bambini delle classi in cui insegno parlando dei cane in generale utilizzando prima delle diapositive e poi facendo vedere e toccare Cheyenne.


Alla fine anche i paurosi volevano accarezzare e portare in giro Cheyenne: durante la lezione, circondata da 40 bambini che la toccavano, chiamavano e accarezzavano, Cheyenne ha mostrato di essere perfettamente a proprio agio, sottoponendosi di buon grado a tutto ciò che 40 bambini possono fare ad un cane!, divertendosi (al punto che, imparato quale era il giorno in cui si andava a scuola, già di buon mattino era pronta al cancello in mia impaziente attesa)!Gli incontri successivi si sono svolti con cadenza settimanale della durata di due ore: ad un momento iniziale in classe, seguiva il lavoro individuale coi bambini in situazione di handicap per sviluppare gli obiettivi che mi ero proposta:

  • favorire l'integrazione dei bambini con handicap
  • aumentare la produzione linguistica
  • stimolare l'autonomia personale del bambino
  • migliorare la coordinazione motoria.

Le loro reazioni sono state differenti, ma tutti erano attratti dal cane e volevano stare con lei: c'era chi aveva paura quando la sentiva abbaiare, chi era intimorito nel darle il biscotto, chi continuava a darle ordini per poterle dare il biscotto - premio, chi, quando la accarezzava, rideva.

Cheyenne si è rivelata un'ottima co-terapeuta: ha accettato di buon grado di ripetere gli esercizi diverse volte, cioè di sedersi, abbaiare a comando, portare la palla, correre, sdraiarsi, mangiare biscotti (l'esercizio più gradito!), farsi portare a guinzaglio, farsi toccare ed accarezzare, sempre con molta pazienza, delicatezza, adattando i suoi tempi di risposta al comando e attesa del premio a quelli più lenti dei bambini.

I bambini, dopo alcuni incontri in cui hanno vinto la diffidenza mano a mano che si rendevano conto che Cheyenne era docile, hanno beneficiato della sua compagnia: si è infatti notata una pronuncia sempre più chiara delle parole ordine (Seduta – Terra – Abbaia - Porta), determinata dalla necessità di farsi comprendere chiaramente per ottenere obbedienza; i tempi di attesa, normalmente ridotti a pochi minuti per le attività scolastiche e ludiche, hanno subito un notevole incremento, arrivando a circa un'ora di attenzione continua verso Cheyenne e gli esercizi da fare con lei; hanno imparato a prendersene cura, facendola riposare e portandola a bere.

Cheyenne è riuscita a stabilire con questi bambini una relazione piacevole, rilassante ma soprattutto gratificante, dando loro la possibilità di gestire e vivere autonomamente a livello operativo - ma soprattutto emozionale - un rapporto interpersonale con un altro essere umano, questo perché per Cheyenne, M., L., A. e G. non sono "bambini con handicap", ma bambini e basta.

                                                                                                                     Ilaria Giacomelli