Convegni

 

Il concetto di terapia, come il prendersi cura dell'uomo al fine di lenire le sofferenze, implica sempre una relazione tra due esseri viventi, quali medico o psicoterapeuta e paziente.

In questi due casi la relazione avviene tra due esseri della stessa specie. Non si é mai pensato, fino ad oggi, che anche la relazione tra esseri appartenenti a specie differenti possa avere degli effetti curativi. Mi é spesso capitato di raccogliere, presso amici e conoscenti possessori di animali, testimonianze e storie sugli eccezionali poteri dei loro beniamini nell'influenzare il loro stato di benessere fisico e psichico. La difficoltà sta nel riuscire a conferire, come ci è richiesto dalla nostra cultura nazionalista affinché un metodo possa venire accettato…"

"Pet Therapy" - Marzia Giaccon

 

CONVEGNO
COMUNE DI VENEZIA ANFFAS
Ass. alle Politiche Sociali Sez. di Mestre

40 ANNI
di ANFFAS

 

Con il patrocinio di: Regione Veneto Provincia di Venezia, Ordine dei Veterinari di Treviso, Istituto di Patologia Igiene Veterinaria, Facoltà di Medicina Veterinaria Università di Padova.

"PET THERAPY" E IL MONDO DEL PORTATORE DI HANDICAP PSICHICO
(Terapia dolce con gli animali)
6-7 novembre 1998
Sala Teatro Mabilia, via Spalti n° 1
Mestre - Venezia

 

Venerdì 6 novembre 1998

Ore 14.30 Apertura convegno

Sig.ra E.Pasqualetto

Saluto autorità

Ore 15.00-16.00 I Relazione:

 

Coordinatore: Dr. E.Voltolina

 

Dr. G.Ballarini

(Direttore Ist. Clinica Medica Veterinaria, Parma)

"Pet Therapy e ruolo del veterinario"

ore 16.00-17.00 II Relazione:

Dr. E.Natoli

(Etologa, Centro del col. OMS/FAO Roma)

"Pet Therapy in Italia, quali gli sviluppi riguardanti l’handicap psichico"

ore 17.00-17.30 III Relazione:

Dr. M.Paolini

(Responsabile Cento Modulare G.Zorzetto A.N.F.F.A.S. sez. Mestre)

"Emma: l’inserimento di un cane in un centro per disabili psichici"

- dibattito

Sabato 7 novembre 1998

Coordinatore: Dr. Aldo Giovannella

Ore 09.00-12.30 I Relazione

Maureen Fredrickson, MSW (Rappresentante Delta Society)

"1) Impiego dei cani AAA/AAT; 2) protocolli d’impiego degli animali nell’handicap; 3) ruolo, responsabilità e compiti dell’équipe che si occupa della Pet Therapy e dell’handicap psichico"

Ore 12.30-14.00 pausa pranzo

Coordinatore: Dr. L. De Amicis

Ore 14.00-14.45 II Relazione

Sig. M. Galimberti (Presidente AIUCA)

"Una esperienza di Pet Therapy presso un CSE"

Ore 14.45-15.30 III Relazione

Dr. G. Petrantoni (Medico Veterinario)

"Lo stress del cane"

Ore 15.30-16.15 IV Relazione

Sig. A. La Spina (Istruttore Cinofilo Consulente APBC)

"Addestramento specifico"

Ore 16.15-16.45 V Relazione

Sig.ra F. Pina (laureanda in psicologia Facoltà di Padova)

"Presentazione della tesi di laurea"

Ore 16.45-17.15

Dr. Aldo Giovannella, Dr. E. Voltolina (Medico Veterinario, Psicologa responsabile strutture residenziali A.N.F.F.A.S. sez. di Mestre)

"Una esperienza di Pet Therapy in una struttura protetta"

  • Dibattito / chiusura convegno

 

Recensione

In occasione dei quarantesimo anno di vita dell'ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie Fanciulli Adulti Subnormali), la sez. di Mestre ha organizzato, grazie al patrocinio della Regione Veneto, la Provincia di Venezia, Comune di Venezia Assessorato alle Politiche Sociali, Ordine del Veterinari di Treviso, l'istituto di Patologia e Igiene Veterinaria, Facoltà di Medicina Veterinaria di Parma, un convegno sulla: "Pet Therapy e il mondo dei portatore di handicap psichico" (terapia dolce con gli animali).

"Ciò a dimostrazione dei fatto che questa associazione" spiega la Presidente dell'ANFFAS sez. di Mestre Signora Emanuela Pasqualetto "é sempre aperta a sperimentare e conoscere nuove metodologie ed approcci utili a migliorare le condizioni dei propri utenti disabili".

Questo importante evento, tenutosi il 6-7 novembre presso la sala Teatro Mabilia a Mestre, ha consentito il confronto e la condivisione di esperienze diverse, italiane ed estere, attuate da specialisti in differenti settori, quali psicologi, veterinari, medici, etologi, operatori, etc..., che operano in quella che in italiano potrebbe essere definita come terapia coadiuvata dagli animali o uso terapeutico degli animali da compagnia (UTAC).

Ad aprire i lavori, il Dr. Ballarini, direttore della Ist. Clinica Medica Veterinaria di Parma, con il suo intervento "Pet Therapy e ruolo del veterinario".

L'uomo, sin da tempi molto lontani, ha ricercato la compagnia e il contatto con gli animali, per riuscire a soddisfare le sue necessità primarie quali: mangiare, ecc., di sicurezza (l'animale é utile come difesa), e sociali (di affetto, di stima perché l'animale non giudica, e di aiuto realizzazione personale come status symbol), tant’è che la nascita dell'umanità può essere fatta coincidere con il periodo dell'allevamento e dell’addomesticamento degli animali otre che dell’agricoltura.

La "Pet Therapy" ovvero la terapia che presuppone la relazione tra esseri di specie diverse capaci di effetti curativi, pur avendo una tradizione lontana che risale alla fine dell'ottocento é nata attorno agli anni sessanta negli USA e solo recentemente si é diffusa in Italia. Proprio per il fatto che in questo momento tale terapia va molto di moda, vale la pena di riflettere su essa, per delinearne i confini e nuove prospettive.

Come il Dr. Ballarini sottolinea, il termine "Pet" é motto ambiguo, traducibile sia come "coccole" sia come "animale familiare". Da qui deriva l'immagine di un animale da toccare e manipolare in funzione degli interessi umani. E' auspicabile che per il futuro, perché la moda non porti a speculare su tale terapia, vengano utilizzate nuove metodologie sperimentali tali da dimostrarne la validità.

L'efficacia della P.T. sembra derivare dal fatto che, come una medicina alternativa, mira a curare la persona malata e non tanto la malattia.
Cosi anche l'animale si interessa della persona e diventa il ponte invisibile tra terapista e paziente.

Tuttavia, anche l'animale va considerato, in quanto co-terapeuta, un soggetto importante di cui vanno soddisfatte le necessità fisiche e psicologiche: oltre all’accurata selezione va quindi controllato costantemente da una équipe esperta, l’inserimento dell'animale nel contesto terapeutico.
La dottoressa Natoli, etologa operante nel centro OMS/FAO di Roma, ha invece illustrato con la sua relazione la situazione italiana della P.T.

Anche in Italia la P.T. si presenta sotto due diverse forme:
come A.A.T. (terapia assistita con gli animali), una vera terapia rivolta a persone con problemi fisici e psichici, da affiancare ad altre cure, dove viene stabilito un protocollo individualizzato da seguire che prevede la scelta dell'animale adatto in base allo scopo da raggiungere e il sostegno di un team specializzato;
come A.A.A. (attività assistite con gli animali), mirate a migliorare la qualità di vita di persone con disagio sociale.

Tuttavia la P.T. in Italia é ancora guardata con molto scetticismo dalla maggior parte delle autorità politiche e scientifiche, accusata di non portare a suo sostegno consistenti dati sperimentali. Questo avviene, perché la mancanza di fondi impedisce l'acquisto di strumentazioni costose quali la P.E.T., fornire prove più evidenti dei meccanismi benefici della P.T. Manca quindi ancora un atteggiamento scientifico che permetta di approfondire le conoscenze fino ad ora acquisite, a partire anche dai dati di insuccesso ottenuti con la P.T. Ci si propone pertanto di riuscire ad istituzionalizzare maggiormente questa terapia in modo che vengano riconosciute le attività di questo tipo e maggiormente tutelati gli animali utilizzati in esse; fornire una formazione specifica per il personale coinvolto nei lavori, creare anche una vera collaborazione tra professionisti nelle diverse discipline.

Il dottor Paolini, pedagogista responsabile del Centro Modulare G.Zorzetto dell'ANFFAS sez. di Mestre, ha proposto al pubblico l'esperienza fatta con un cane in un centro diurno per disabili psichici.
L'inserimento di Emma (il cane) nel centro, ovvero la sua presenza in tempi determinati, ha richiesto la preparazione di un ambiente adeguato per l'accoglienza del cane e la presa in carico della nuova situazione da parte di tutto il personale della struttura. Questa esperienza ha permesso agli operatori di osservare il cane, capendone i sentimenti e le emozioni aiutati dal team veterinario, psicologa, pedagogista, e di esaminare l'interazione cane/utente cogliendo l’importanza di codici non verbali attraverso cui questa comunica.

Dando fiducia ad Emma, il dott. Paolini e gli operatori hanno anche imparato a dare più fiducia agli utenti dei centro modulare, presupposto fondamentale per lo sviluppo dell'autonomia in perone con handicap.
L'animale utilizzato in P.T., implica l’assunzione di responsabilità tali da a garantito il benessere suo, degli utenti a cui la terapia é rivolta e del contesto tutto.
L'intervento della signora Fredrickson, MSW vicepresidente Delta Society, ha riaperto il convegno della mattina di sabato 7 novembre: é stata questa una occasione importante per conoscere l'esperienza acquisita in molti anni di lavoro dalla Delta S. organizzazione, senza profitti, americana, nata nel 1977, con lo scopo di aumentare il riconoscimento della relazione di reciproco e positivo scambio tra persone ed animali e di istituire servizi con animali che aiutano persone con problemi di salute a livello fisico ed emozionale.

La signora Fredrickson ha sottolineato l'importanza nelle A.A.T. di stabilire un obiettivo individuale e predeterminato con una équipe di professionisti, e non un vago miglioramento di vita dove i risultati possano essere registrati per vedere se e come avvengono dei progressi.
Viene fatto osservare inoltre che l'introduzione di un animale cambia immediatamente ogni contesto, in quanto comporta uno spostamento dell'attenzione degli individui verso il mondo esterno, riduce le emozioni negative creando un avvicinamento tra le persone e un incremento di aspettative positive verso gli altri e verso il sé.

Molti interessanti spunti di riflessione sono emersi dalla numerosa documentazione presentata dalla relatrice americana, tra cui quanto é importante il grado di affiatamento instaurato fra istruttore e animale, in modo che il primo preveda le reazioni dell'animale in risposta a quelle del paziente, cosi da per poter rivolgere più attenzione verso l'interazione paziente/animale, e di come si possano utilizzare in P.T., a seconda degli scopi del programma individualizzato.
Nel pomeriggio il signor Galimberti presidente dell'AIUCA (associazione italiana uso cani d'assistenza) sorta a Milano nel 1990, che si occupa quindi di educazione e affidamento di cani a persone disabili, ha presentato l'esperienza attuata in un centro Socio Educativo di Biella con tre soggetti gravissimi che interagivano con due cani.

L'obiettivo prefissato dal personale della struttura era quello di coinvolgere in numerose attività ludiche ii cane e i pazienti, in sessioni a scadenza settimanale, per far si che i soggetti riuscissero a comunicare e rivolgere l'attenzione verso il mondo esterno, evitando quindi una regressione a una situazione di isolamento.
Pur osservando qualche miglioramento in questa direzione dall'esperienza coraggiosamente attuata in tale CSE, si dovrebbero comunque prediligere interventi di P.T. su soggetti in cui eventuali successi ed insuccessi possano essere stabiliti in termini oggettivamente osservabili, poiché con soggetti gravissimi é difficile stabilire quali e se ci sono stati dei risultati.

L'argomento trattato dal dott. Petrantoni, medico veterinario, ovvero "lo stress dei cane" ha messo in evidenza l'importanza di considerare questo animale un organismo dotato oltre che di un aspetto fisico anche di un aspetto emotivo relazionale.
Il dottore ha voluto sottolineare l'analogia riscontrabile tra reazioni allo stress dell'uomo e dei cane. Sembra infatti che per stimoli di minaccia diretta e immediata, altamente pericolosi e che non richiedono un'alta mediazione cognitiva, la risposta sia comune alle due specie. Un cane equilibrato pertanto é un cane che non viene sottoposto a stimolazioni troppo forti e a lungo e che comunque é stato alienato a sopportare stress medio/lievi in passato.

Il messaggio indirizzato a quanti si occupano o volessero occuparsi di cani é quindi di prestare attenzione ai bisogni dei nostri amici a quattro zampe, imparando a coglierne anche il linguaggio non verbale.

Messaggio peraltro ripreso in modo motto vivace dalla relazione dei signor La Spina, istruttore cinofilo consulente APBC, che ha parlato dell'addestramento specifico, evidenziando l'importanza di educare fin da cucciolo il cane, in modo dolce, attraverso il metodo dei rinforzo positivo, che fa apprendere le risposte corrette al cane, premiandolo quando arriva ad esse attraverso un procedimento di prove ed errori. Il dare cibo e carezze quando il cane esegue un comando in modo giusto permette di mantenere una relazione positiva fra istruttore e cane, in cui l'animale é felice di rispondere a dei comandi perché è dotato e ha molta fiducia nell'uomo perché non gli ha mai inflitto punizioni sgradevoli.

La signorina Pina, laureanda in Psicologia presso l'università di Padova, é successivamente intervenuta illustrando come la concezione degli animali nell'uomo sia cambiata attraverso i secoli, arrivando ai giorni nostri a considerare le specie viventi non umane importanti per la salute mentale e fisica dell'uomo. Come nota Bateson, l'uomo dopo aver sconvolto l’equilibrio dei sistema bioecologico, attraverso il processo di umanizzazione della natura, si é accorto di come questo suo agire abbia alterato anche il suo equilibrio psicologico ed esistenziale: e per questo auspicabile un cambiamento di pensiero, che si sta attualmente affermando, secondo cui l'uomo deve considerarsi una parte dei tutto, in relazione ed interazione con esso, recuperando la sua dimensione istintiva, che ha a lungo relegato al solo mondo animale, attraverso un contatto diretto e corretto con gli animali.

In conclusione la dott.ssa Voltolina, responsabile delle strutture residenziali dell'ANFFAS sez. di Mestre, e il dott. Giovannella, medico veterinario, hanno presentato la loro esperienza di P.T. in una struttura protetta.
Inizialmente la dottoressa Voltolina ha sottolineato l'importanza dei ruolo dello psicologo per la strutturazione di un intervento di P.T., in particolare modo nel campo dell'handicap psichico e pur apprezzando interventi creati da non tecnici, ha rafforzato la necessità di standardizzare i processi di intervento sottolineati dalla Delta Society.

Lo studio da loro riportato é un esempio di come conoscenze dei mondo umano e di quello animale possano integrarsi per creare del programmi individualizzati per persone in difficoltà, nel caso specifico di ritardati mentali.
La ricerca era divisa in tre fasi, la prima comprendeva la sensibilizzazione dei gruppo dei disabili nei confronto dell'animale, tramite la visione di diapositive e l'ascolto di suoni. Nella seconda fase, si passava al contatto diretto con l'animale prescelto, la terza fase consisteva nell'inserimento dell'animale nella struttura protetta e nell'individuazione di piani riabilitativi individuali e di gruppo.

Alcuni obiettivi specifici sono stati raggiunti e soprattutto si é riscontrata in generale una maggiore apertura degli ospiti della struttura verso gli operatori.
L'esperienza sta tuttora continuando sotto la costante supervisione dell'équipe composta dalla psicologa, che si preoccupa di osservare i cambiamenti nelle relazioni del disabili con la collaborazione degli operatori, e dei veterinario che sorveglia il benessere psicofisico del cane.

Lo scopo di tale convegno é stato quello di mettere in luce l'importanza delle relazioni fra uomini e animali, dove questi ultimi possano uscire dai panni di oggetti giocattolo, vestendo quelli di coterapeuti da rispettare in tutti i loro bisogni.