Parco Nazionale del Gran Paradiso

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SUPERFICIE: 70.000 ha
ANNO DI ISTITUZIONE: 1922
ALTITUDINE: 1000-4061 mt
UBICAZIONE E ACCESSIBILITÀ: al confine tra Valle d'Aosta e Piemonte, intorno al massiccio da cui prende il nome. Da Aosta vi si accede con l'itinerario Cogne – Valsavarenche - Rhêmes, percorribile anche in autobus (per informazioni 0165/41125 - 262027); il versante piemontese è accessibile da Pont Canavese, via Noasca e Ronco Canavese, anche in autobus (per informazioni 0124/84279 - 26777); numero verde 167/217216.

INFORMAZIONI: Parco Nazionale dei Gran Paradiso, via della Rocca, 47 - 10121 Torino, tel.011.8171187.
PERIODO DI VISITA: tutto l'anno, preferibilmente tra giugno e settembre.
ATTIVITÀ PER I VISITATORI: escursionismo montano; l'Ente Parco organizza escursioni guidate, proiezioni, attività didattiche per gruppi e scolaresche su prenotazione; centri visite con servizio informazioni e mostre e materiali informativi a Rhêmes, Notre Dame, Valsavarenche, Noasca, Ronca Canavese e
Ceresole Reale, aperti soprattutto in luglio e agosto; giardino alpino di Paradisia a Cogne aperto da giugno a settembre.
SENTIERI: ottima la rete di sentieri di montagna tracciati: i più impegnativi vanno percorsi con guide alpine; sentieri naturalistici attrezzati a Vallone del Roc (Noasca), Noasca, Ronco Canavese.
RIFUGI: numerosi i rifugi in quota aperti ad escursionisti e alpinisti.
ALLOGGI: nei dintorni dei parco sono presenti numerosi alberghi, pensioni e campeggi.

Il Paradiso

Come molti dei più importanti e blasonati parchi europei il Parco Nazionale del Gran Paradiso trae le sue origini da un’antica riserva reale. Nel 1850 il re Vittorio Emanuele Il infatti andò a caccia per la prima volta nel massiccio del Gran Paradiso e ne rimase talmente impressionato che nel 1856 un territorio di 2200 ettari veniva dichiarato Riserva Reale.

Questa sorse in realtà per limitare la caccia allo stambecco già allora minacciato di estinzione, tanto che già dal 1821 era stato proposto di vietarne gli abbattimenti in tutta la Savoia e di consentirli solo ai titolari di speciali Regie Patenti.

La riserva comunque, pur teatro di epiche battute dei Savoia, assolse il suo compito e lo stambecco sopravvisse tra quelle montagne mentre scompariva in tutto il resto dell'arco alpino. Nel 1922, tra i primi in Europa e primo in Italia, nasceva il Parco Nazionale del Gran Paradiso, ancora oggi uno tra i più prestigiosi al mondo per il valore delle sue guardie che ha consentito di salvare dall'estinzione lo stambecco, che da qui fu riportato prima in Francia e Svizzera e successivamente anche nel Parco Nazionale dello Stelvio, in Austria e in territori della ex Iugoslavia. In 70 000 ettari il parco comprende cinque vallate alpine principali, numerose cime sopra i 3000 metri tra cui l'Herbetet (3778 metri) e la magnifica Grivola (3969 metri), che culminano nella cima del Gran Paradiso (4061 metri) che dà il nome all'intero massiccio. Gran parte del suo territorio è al di sopra dei 2000 metri tanto che i boschi di larici e abeti rossi ne occupano appena il 6 per cento: il resto sono ghiacciai, nevi perenni, guglie rocciose, ma anche praterie d'altitudine interrotte da brecciai, tappeti di rododendri rosati e rocce. In questi ambienti estremi la vita esplode tra giugno e settembre: la fauna del parco è ricchissima tanto di mammiferi che di uccelli, ma certamente lo stambecco, il camoscio, la marmotta e l'aquila reale sono le specie più rappresentative. Le passeggiate al rifugio Vittorio Sella in val di Cogne e al rifugio Vittorio Emanuele, proprio sotto il Gran Paradiso, danno la relativa certezza di poter osservare stambecchi, camosci e marmotte. L'ideale è fermarsi a dormire nei rifugi, perché al tramonto, come all'alba, stambecchi e camosci scendono dai loro imprendibili rifugi per pascolare vicino ai sentieri tanto da poter essere osservati da breve distanza e anche le marmotte si fanno più confidenti. Altri itinerari interessanti portano ai casolari dell'Herbetet, al Casotto dell'Arolla e alla Casa di Caccia di Orvieille, che oltre ad offrire panorami magnifici possono sempre riservare l'incontro con l'ermellino, la lepre alpina, la pernice bianca o la nocciolaia.